PROLOGOIn teoria questo, dovrebbe essere un articolo avente per oggetto la cronaca di una partita di calcio. Questa sera, invece, il quarto di finale fra La Grande Piazza e Moldova, è stato tutto, tranne che un match di calcio a 5. E' stato un incontro di calci, presi da noi, e dati dai nostri avversari.
Per una volta, ecchecazzo, perderò l'imparzialità che ho cercato di mantenere (probabilmente non ci sono mai riuscito, ma ci ho sempre provato) e mi Lavellizzerò, mandando a fare nel culo il politically correct, e raccontando solo come sono andate le cose (unica differenza, gli amici Lavellisti hanno un grande senso dello humor, io anche volendo, oggi, non ruiscirei a far ridere manco i polli).
Personalmente, temevo questa partita, per le qualità dimostrate, da una squadra a noi sconosciuta, almeno a livello di risultati. Ma sapevamo anche, comunicati ufficiali Sportland alla mano, che eravamo di fronte ad una compagine perlomena "sanguigna". Alla luce di ciò, la linea di gioco è quella di partire forte, giocare altissimi e pressare alla morte, per chiudere la partita subito, e bloccare sul nascere eventuali provocazioni, alle quali in ogni caso, non dobbiamo assolutamente cadere.
CRONACA DI EVENTI ANCORA DEFINIBILI SEPPUR CON BUONA DOSE DI FANTASIA "PARTITA"E in effetti partiamo forte: dopo tre minuti Davide Beretta, solo davanti al portiere, subisce un entrata, che assassina è dire poco. Dovrebbe essere cartellino rosso che più rosso non si può, invece è un cenciosissimo giallo. Punizione, missile di Pilìa, e uno a zero. I Moldova si aprono, cadono nella nostra trappola. Due a zero, tre a zero, quattro a zero. Poi, uscita di Lele Matera, palla ancorata al petto con una mano, altra mano appoggiata per terra. Errore fatale, un Moldavo la schiaccia sotto il suo piedone, così, gratuitamente, perchè gli andava di farlo. Risultato, dito nero, e inservibile, sto scrivendo questo articolo da trenta minuti, perchè ho solo la mano sinistra inutilizzabile (pippe mancine, più dolci, questa notte).
Ma non dobbiamo cadere in provocazioni, ecchecazzo. Azione successiva dei Moldova, loro uomo che sviene in area. Rigore, gol, 4 a 1. Po 5 a 1 per noi. Risultato facile facile, anche perchè dopo 8 minuti e 22 secondi, i nostri avversari sono già al sesto fallo. Se l'arbitro gli avesse fischiati tutti, ci sarebbero arrivati dopo quattro minuti, giuro che non scherzo. Altro da segnalare:
- L'incapacità dell'avversario nell'effettuare una rimessa laterale corretta. Ad ogni cambio rimessa partono urla dirette all'arbitro.
- Un pubblico (dei Moldova) che è una autentica bolgia. Pubblico al quale concedo il beneficio del dubbio, poichè, in piena trance agonistica, non sono riuscito a capire la natura dei loro "slogan".
- Pilìa ammonito, per essersi posizionato a 4.5 metri anziche 5 metri, dalla linea di battuta di un calcio d'angolo. Ci può anche stare a rigor di regolamento, non ci può stare se per 20 minuti le scarpate avversarie non vengono sanzionate a dovere.
- Le reazioni spropositate Moldave, nei confroni dell'arbitro, ad ogni fallo fischiato a sfavore.
CRONACA DI EVENTI NON PIU' DEFINIBILI "PARTITA"Si riparte nel secondo tempo, sul 5 a 1 per noi. Qualcosa è cambiato nell'approccio dei Moldova. Si cercano le nostre gambe, non più il pallone. Ad ogni azione è un faccia a faccia dei nostri avversari con l'arbitro, condito da urla e insulti. Arbitro che evidentemente intimorito (ma chi non lo sarebbe stato?), comincia a tramutare assurdamente i loro calci e le loro spinte in falli a nostro sfavore. La partità è diventata ingiocabile. Assieme alle botte prendiamo tre gol, e malgrado tutto, non diciamo una sola parola di protesta contro i Moldova e limitiamo ad un dialogo civile, quelle contro l'arbitro (comincio a pensare che il secondo posto nella classifica fair play, sia meritato).
Non è più sport, e caccia al bersaglio, e il bersaglio siamo noi. Cazzo io odio fare il bersaglio. Ma contro dieci avversari più cinquanta tifosi a loro supporto, è meglio non fare gli schizzinosi. Facciamo il bersaglio.
IN 25 ANNI DI CARRIERA NON HO MAI VISTO UNO SCHIFO SIMILEEppure in mezzo a un muro di sberle, riusciuamo ad arrivare nella loro area di rigore, subire l'ennesima entrata assassina da rosso diretto, sanzionato da un cartellino giallo. Peccato per l'autore del fallo, il simpatico numero 9 (non so come si chiama e non me ne frega un cazzo), che è il secondo giallo, anche se avrebbe dovuto essere il quattordicesimo. A cinque minuti dalla fine sul 5 a 4, rigore per noi, espulso per loro. Partita se non chiusa, perlomeno in discesa.
Ed evidentemente il suddetto numero 9, annusa l'odore della sconfitta, e decide di terminare la partita anzitempo, rifilando un Hattrick di sberle al direttore di gara. Partita sospesa, ovvia vittoria a tavolino per noi,
MA TOTALMENTE MERITATA ANCHE SUL CAMPO, anche se in mezzo a una situazione del genere, la vittoria ha il sapore della merda.
Ma il meglio, viene nelle situazioni viste e nelle frasi recepite nel post partita. E' tutto vero, giuro che non è uno scherzo:
- il suddetto numero 9 del quale nome non ce ne sbatte una minchia, pesta l'arbitro, e se ne va sereno e tranquillo dal campo, come se nulla fosse successo.
- Un giocatore dei Moldova ai dirigenti Sportland, dopo aver gonfiato come una zampogna il direttote di gara "Dovete vergognarvi".
- Una tifosa dei Moldova: "arbitro mica in coma, perchè non arbitrare ancora?". Se non ci fosse da piangere, mi sarei ribaltato dalla risate
- Un altro giocatore dei Moldova, dopo che il direttore di gara è stato messo fuori uso per KO tecnico: "Ma non c'è altro arbitro che può arbitrare partita?". Certo c'è la fila di arbitri la fuori, pronta a farsi prendere a schiaffi. Però ci giocate da soli.
- La accuse di razzismo fatte a noi e all'arbitro, da un altro giocatore dei Moldova, pur non avendoli cagati di striscio per tutta la partita. Un pò vittimismo, un pò presa per il culo.
Un plauso a tutta La Grande Piazza per non essere caduta in provocazioni, e aver dato il massimo, anche quando era chiaro che la tattica avversaria era intimidere l'arbitro, per poter fare i propri porci comodi nel campo.
Per finire: io contro questo signori, che hanno tutto il mio disprezzo, non ci giocherò mai più, fosse anche la finale della coppa del mondo. E se saranno ancora in Sportland la prossima stagione, metterò in guardia, anche tramire le pagine di questo blog, chiunque dovrà affrontarli.
Sempre questi signori, non sono certamente dei rappresentanti del popolo Moldavo, che non conosco, ma son sicuro essere pacifico e amichevole.
Sfogo finito, settimana prossima, si parlerà di persone di tutt'altro calibro e signorilità i Fintime Player, nostri prossimi avversari, in semifinale. E si parlerà di questi quarti di finale, dove oltre alla nostra partita, è successo di tutto e di più.
Stay Tuned!